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mercoledì 6 febbraio 2008

Gerbera



La gerbera è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Asteracee, originaria del Sud Africa, dell’Asia e del Sudamerica. Ama posizioni molto luminose, moderatamente asciutte e ben ventilate. Tollera la luce solare diretta ma il sole estivo delle regioni più calde può rovinare gravemente le foglie. Il terriccio deve essere particolarmente drenante: non sopportano ristagni idrici che possono provocare in poco tempo la comparsa di marciumi e morte della pianta. Per questo motivo le innaffiature dovranno essere moderate: in ogni caso è opportuno aspettare che il substrato si asciughi completamente (anche in profondità) prima di innaffiare nuovamente. Durante la fase di crescita somministrare raramente e in dosi molto blande un buon concime bilanciato.
La Gerbera sopporta bene l'inverno se tenuta al riparo dalle pioggie, dalle gelate e innaffiata molto poco. La pianta reagisce a temperature stabilmente inferiori a 13°C andando in stasi vegetativa durante la quale potrà perdere interamente la parte aerea per produrla nuovamente all'arrivo dei primi tepori primaverili. Può essere riprodotta effettuando delicatamente una divisione dei cespi per gli esemplari più sviluppati oppure con la semina in semenzai mantenuti a una buona temperatura e tenute scarsamente umide.

mercoledì 11 aprile 2007

Oleandro







Pianta della famiglia delle Apocinacee originaria delle regioni mediterranee dove cresce allo stato spontaneo come arbusto o come albero sempreverde.
Ha foglie intere, lanceolate; i suoi fiori sono disposti in cime all’apice dei rami, odorosi, di colore rosa, bianco, rosso, giallo, arancio e possono essere semplici o doppi; il frutto è una capsula allungata contenente diversi semi.
Sia i rami sia i frutti, ma in maggior quantità le foglie, contengono alcaloidi e glucosidi, sono molto tossici.
Gli oleandri coltivati in vaso, richiedono contenitori più alti che larghi, perché il loro apparato radicale si sviluppa in profondità.
Il terriccio deve essere fertile, ben drenato; le piante giovani crescono meglio se si cambia annualmente la terra del vaso e devono essere cimate per assumere la caratteristica forma a cespuglio.
Per moltiplicare l’oleandro un metodo molto semplice è quello di mettere un giovane ramo in una bottiglia di acqua da tenere al sole finché non emette le radici; una volta che le radici si sono ben sviluppate, il ramo si interra in un vaso con terriccio fertile.

Immagini di un giardino mediterraneo
















lunedì 19 marzo 2007

Il garofano




La nascita di questo fiore ha una radice mitologica: si racconta che la dea Diana s’innamorò di un pastore, ma essendo votata alla verginità decise di impedirgli di vedere le altre donne e gli strappò gli occhi che gettò in un prato, dove per miracolo nacquero due bellissimi garofani bianchi. Simbolo di fedeltà, d’amore ardente e d’eleganza anche i suoi colori hanno numerosi significati: il rosso è indice di una passione impetuosa, lo screziato vuol significare "fidati di me", il rosa sottintende l’amore reciproco, il giallo lo sdegno e il bianco la fedeltà.
Il garofano esige esposizione soleggiata, terreno ricco di sostanze organiche e minerali, compatto, calcareo e asciutto.
Le specie annuali vengono seminate in primavera o in cassone nel mese di Febbraio, con fioritura dopo 6 mesi.
Le perenni coltivate industrialmente come annuali oltre che con la semina, vengono moltiplicate per talea nel periodo invernale, riparandole con stuoie dal gelo, la fioritura inizia in settembre-ottobre fino alla primavera successiva.

lunedì 12 marzo 2007

Caratteristiche del giardino mediterraneo




Particolarmente apprezzato da coloro che vivono in zone climatiche "miti" è il giardino mediterraneo. Le principali caratteristiche di questo stile sono:
L'uso di molteplici specie di vegetali, autoctoni e non, che offrono il meglio di sè in condizioni climatiche tipiche dell'area mediterranea, estati calde, inverni miti e scarsa piovosità. Numerose sono le Cactaceae, le Crassulaceae, le specie a foglia persistente tipiche della macchia mediterranea, dal pino domestico alla ginestra alla quercia da sughero, alle innumerevoli varietà di agrumi.
L'uso tipico di contenitori in terracotta o in legno per ospitare piante di agrumi, eventualmente da riparare durante la stagione più fredda, di muretti a secco e di viali in terra battuta.
L'accostamento di specie vegetali con fioriture violente come abbondanza ed effetto cromatico, che rendono questi giardini traboccanti di vivaci accostamenti di Rossi - Fucsia - Arancioni - Gialli ecc...
L'accostamento ad elementi architettonici tipicamente intonacati di bianco o rivestiti di variopinte ceramiche..

domenica 11 marzo 2007

Il nespolo


L’albero del nespolo, dal greco méspilon, fa parte della famiglia delle Rosacee ed è originario dell’Oriente. Si può trovare in tutte le zone temperate che non abbiano un terreno umido o calcareo.
La fioritura va da novembre a febbraio, con fiori che sono riuniti in pannocchie. I frutti sono pomi, con 1-5 semi riuniti al centro, in genere piccoli, rotondi, ellittici; resiste a temperature sotto lo zero ,ma preferisce l'ambiente meridionale a clima più temperato in inverno.

Nella tradizione contadina il frutto era considerato ricco di proprietà (in effetti è ricco di fibre, zuccheri, sali minerali, acidi organici e vitamina A). Ma non solo: i contadini se ne servivano anche per scandire il passare delle stagioni. Il nespolo era la prima pianta a fiorire, ma i suoi frutti erano gli ultimi a maturare. Una sua buona fioritura veniva inoltre considerata come premonitrice di un ricco e abbondante raccolto di stagione.

E' possibile riconoscere il nespolo da queste caratteristiche: altezza sui 3-5 metri, fusto che si espande per lo più in orizzontale con una ramificazione spinosa sparsa e qua e là.

Un tempo si portava sotto la finestra della propria amata decorazioni di ramoscelli e frutti: l’albero da cui prenderli veniva scelto in base al valore simbolico. Il nespolo,secondo la tradizione, era la pianta per la donna virtuosa.

sabato 10 marzo 2007

Ibisco


Il genere "Ibisco" comprende circa 300 specie di arbusti, alberi e piante erbacee perenni o annuali, alcuni sempreverdi, altri decidui.
Fra le più note sono: Hibiscus syriacus (Ibisco comune) usato per comporre siepi o come piccolo albero, con foglie caduche, ruvide al tatto, con margini dentati; i fiori sono grandi, campanulati, solitari, abbondanti per tutta l’estate, di vario colore (bianchi, rosei, rossi, violetti o variegati), e Hibiscus rosa-sinensis (Ibisco della Cina), specie perenne, largamente utilizzata come pianta fiorita da appartamento, con grandi foglie persistenti, intere, verde scuro, con margini dentati e fiori grandi, a corolla imbutiforme, color rosso carminio, dalla quale sporge il pistillo e gli stami pure rossi.
L’Ibisco comune vuole una posizione in pieno sole mentre l’Ibisco della Cina necessita di una posizione molto luminosa ma non il sole diretto.
Le annaffiature devono essere abbondanti nel periodo caldo, senza ristagni di acqua.

sabato 3 marzo 2007

Il mirto


Il mirto, detto comunemente mortella, è un elegante arbusto sempreverde, non spinoso e dal portamento compatto, che raggiunge facilmente i due metri d'altezza. Benché gli appartenenti alla sua famiglia siano migliaia il mirto è l'unico componente delle mirtacee ad essere presente in Europa, gli altri esemplari sono infatti diffusi in Australia e nelle regioni tropicali.

Le graziose foglie del mirto, coriacee e persistenti, sono di forma ovate o ovato-lanceolate e hanno margine intero; le loro dimensioni si aggirano attorno ai quattro centimetri di lunghezza e il loro verde è particolarmente brillante. Quando vengono schiacciate, o frantumate, le foglie di questo arbusto emettono una gradevole fragranza che rievoca il profumo dell'arancio ed è dovuta alla presenza del mirtenolo, un olio dotato di proprietà balsamiche.

I fiori bianco crema, dotati di vistosi stami dorati, sbocciano da giugno a settembre, sono solitari, molto leggeri d'aspetto, semplici di forma, deliziosamente profumati.

I frutti del mirto maturano in autunno, sono piccole bacche ovoidali di colore nero-violaceo e di consistenza carnosa che risultano gradite agli uccelli.
Il mirto prospera ove il clima è mite, sopporta bene la siccità ma teme il gelo; predilige un substrato sabbioso, ben sciolto e permeabile. Questo arbusto dall'aspetto decisamente decorativo può venire coltivato anche in vaso.
Il mirto ama il sole e desidera un'esposizione aperta e arieggiata. Dove le temperature invernali scendono al di sotto dello zero il mirto va messo a dimora in posizione riparata o va protetto nei mesi più freddi. I cespugli di mirto sopportano di venire potati in forme obbligate. I fiori si raccolgono in luglio-agosto, nel momento in cui sbocciano; le foglie durante tutto l'anno; le bacche in autunno.

giovedì 1 marzo 2007

La macchia mediterranea




Gli arbusti della macchia sono piante rigogliose e belle da osservare: a fine inverno iniziano a fiorire e durante la stagione autunnale si caricano di frutti dai colori vivaci.
Il corbezzolo (Arbutus unedo) per esempio e un arbusto bellissimo che in autunno presenta abbondanti fioriture in contrasto con la maturazione dei frutti (corbezzole) dell'anno precedente dal colore rosso-arancione grandi come ciliege. Può spingersi fino a 700-800 m. di altitudine ed è una specie coltivata perché ha grande valore ornamentale.
Altro cespuglio tipico della macchia è il lentisco (Pistacia lentiscus) pianta resistente alla siccità e molto frequente lungo le coste; è un arbusto che ha resistito agli incendi e al pascolo sostituendo così nel corso del tempo le antiche foreste di leccio e di sughera.
Presente in tutti i paesi del mediterraneo è il mirto (Myrtus communis), pianta aromatica già nota ai Greci e ai Romani; le foglie e i frutti trovano impiego in cucina e per la produzione dei liquori.
Altra pianta aromatica è l'alloro (Laurus nobilis) con cui i Greci incoronavano i poeti e gli atleti di gare sportive; e cespuglio molto ramificato, diffuso su tutte le coste del Tirreno e del basso Adriatico e da lungo tempo è coltivato per la formazione di siepi e per la sua utilità in fitoterapia.
Anche l'oleandro (Nerium oleander) è un cespuglio sempreverde, ha rami lunghi e fiori profumati di colore bianco o rosa, è spontaneo in Liguria e nelle isole e spesso si trova lungo i corsi d'acqua.
Altro componente della macchia mediterranea è il ginepro rosso (Juniperus oxicedrus) diffuso su litorali sabbiosi e rocciosi con chioma espansa spesso irregolare; una varietà di questo, il ginepro coccolone, presenta frutti più grossi.
Nella macchia bassa, su terreni rocciosi e sassosi, crescono poi numerose piante aromatiche della famiglia delle Labiate : rosmarino, timo, lavanda e salvia, alcuni cisti e diverse composite.

mercoledì 28 febbraio 2007

Agrumi in vaso


Arance, mandarini, limoni e pompelmi sono tutte piante eccellenti da coltivare in posizioni riparate anche senza avere una vera e propria serra.

Sono piante molto longeve, e la loro produzione ripaga della spesa iniziale per l'acquisto, che comunque rimane contenuta, producono mazzetti di profumatissimi fiori bianchi in rpimavera e inizio estate seguiti dai coloratissimi e conosciutissimi frutti gustosi, in piu' le piante hanno un fogliame persistente di un colore verde molto scuro.

Il Citrus aurantium il classico arancio amaro, e il Citrus limon, il limone sono entrambi piante di rapido sviluppo dalla forma arrotondata e che rispondono bene alle varie forme di allevamento come le sagome formali arrotondate o a piramide.

Durante il periodo invernale la temperatura ottimale per gli agrumi dovrebbe essere quella di 10°C non di meno, anche l'irrigazione in inverno e' comunque importante, mantenere il terriccio con una giusta umidita', avendo cura di aumentarla non appena le temperature si alzano in primavera, importante pero' e' non esagerare perche' troppa acqua in inverno puo' essere causa della caduta delle foglie, in piu' un periodo di dormienza provocato da un minore apporto idrico favorisce la fioritura.

Durante il periodo estivo mantenere il terriccio ben bagnato ed esporre le piante in posizione molto soleggiata. Nelle giornate piu' calde sarebbe bene anche bagnare le foglie assicurandosi che siano inumidite su entrambe le superfici, questo ha un certo effetto per scoraggiare l'attacco di parassiti come il ragnetto rosso. L'acqua piovana sarebbe preferibile, perche' quella troppo calcarea tende a macchiare le foglie lasciandovi sopra dei depositi. Se cio' avviene sarebbe bene pulire le foglie per migliorare l'aspetto estetico della pianta.

Fertilizzare settimanalmente durante i mesi estivi con un concime specifico per agrumi, ricco di macro e micro elementi.E' bene ricordare che i migliori risultati in termini di fruttificazione si ottengono con temperature estive che si aggirano intorno ai 28°C, una temperatura che e' maggiormente rispondente alle esigenze naturali della pianta.

martedì 27 febbraio 2007

Olivo


La zona di origine dell'Olivo (Olea europaea L. si ritiene sia quella sud caucasica (12.000 a.c) sebbene molti la considerino una pianta prettamente mediterranea. Questa, infatti, si è ambientata molto bene nel bacino mediterraneo soprattutto nella fascia dell'arancio dove appunto la coltura principe è quella degli agrumi associata in ogni modo a quella dell'olivo: in questa fascia sono compresi paesi come l'Italia, il sud della Spagna e della Francia, la Grecia e alcuni Paesi mediorientali che si affacciano sul Mediterraneo orientale.L'olivo coltivato appartiene alla vasta famiglia delle oleaceae che comprende ben 30 generi (fra i quali ricordiamo il Ligustrum, il Syringa e il Fraxinus); la specie è suddivisa in due sottospecie, l'olivo coltivato (Olea europaea sativa) e l'oleastro (Olea europaea oleaster).
Le forme di allevamento cambiano da zona a zona, da varietà a varietà ma, soprattutto, in funzione del tipo di raccolta da praticare. Non si deve dimenticare, comunque, che l'olivo è una pianta mediterranea: come tale essa ha bisogno di molta luce e aria e ha bisogno della maggior massa di foglie per dare buoni risultati produttivi.
La forma a vaso è la più diffusa tra i sistemi di allevamento dell'olivo. Dal fusto, una volta reciso a una determinata altezza, si fanno partire esternamente delle branche (in modo diverso) che daranno alla chioma la forma di cono, o di cilindro, oppure conico-cilindrica, o tronco-conica. E un sistema che permette un buon arieggiamento della chioma evitando l'eccessivo infittimento della vegetazione.

lunedì 26 febbraio 2007

Le piante del giardino mediterraneo


Le piante del giardino mediterraneo hanno fioriture ricche, colorate e prolungate, sopportano il caldo e spesso anche la siccità dei mesi estivi, amano il sole diretto, non necessitano di molte cure. Spesso purtroppo soffrono un poco il freddo, ma nelle zone ad inverni molto rigidi possono essere coltivate in contenitore, in modo da poter essere spostate in luogo riparato nei mesi freddi.
Queste piante hanno origine nei paesi che si affacciano sul mediterraneo, e si possono notare spesso nella vegetazione spontanea, come la ginestra, il cappero, il mirto; altre piante provengono da zone più lontane, ma ormai sono completamente naturalizzate, come il fico d'India, o l'agave americana, che sono elementi preponderanti del paesaggio in molte zone calde d'Italia, Spagna e Africa settentrionale. In genere sopportano alcuni gradi al di sotto dello zero, prediligono i climi caldi e necessitano, salvo alcuni casi, di scarse o nulle annaffiature; quasi tutte amano le zone aride e soleggiate, tipiche dell'Italia meridionale e dei paesi vicini.

Nel giardino mediterraneo da alcuni anni prendono posto anche piante che hanno in comune con quelle autoctone la predilezione per i luoghi soleggiati e per le estati calde, ma che necessitano di cure colturali leggermente diverse, provenendo dall'Australia, dalla Cina o dalla Nuova Zelanda, talvolta da zone in cui le precipitazioni sono maggiori rispetto a quelle riscontrabili alle nostre latitudini. Queste piante , molto diffuse in coltivazione, non sono ancora completamente "integrate" nella flora mediterranea e non esistono specie autoctone o sviluppatesi spontaneamnte: le possiamo vedere soltanto nei giardini.

venerdì 23 febbraio 2007

Iris


E’ un fiore rustico, che cresce spontaneamente sulle scarpate e nei luoghi asciutti, resistentissimo alle avversità climatiche. Sopporta tranquillamente il freddo, le basse temperature invernali e il caldo, in particolare la siccità. Per questi motivi è adatto ad essere coltivato anche nei giardini o in vaso.

Fiorisce ad aprile-maggio.I rizomi vanno piantati tra luglio e settembre, a 40 cm l’uno dall’altro, meglio se in zone soleggiate, in superficie (appena ricoperti con la terra) e in terreni con una buona permeabilità, in quanto temono l’umidità. Non necessitano di annaffiature né di cure particolari. Le nuove piante iniziano a fiorire dal secondo anno dall’impianto dei rizomi. Hanno una vita lunghissima, praticamente eterna, e fioriscono per anni e anni.

Sono inoltre esteticamente bellissimi, soprattutto i nuovi ibridi dotati di petali più larghi e increspati sull’orlo, e di grande effetto decorativo, particolarmente indicati per le loro varietà di colori e la loro resistenza per adornare le aiuole o le bordure di un muretto, associati ad esempio a delle rose o a lilium.

venerdì 16 febbraio 2007

Il narciso


Di origine mediterranea è una bulbosa molto coltivata con fiori profumatissimi, ha fiori di vari colori da giallo a bianco a quelli più strani derivati da incroci. Esistono numerosissime varietà di narciso:la varietà “a trombetta”, la “King Alfred”, a ciclamino, fino al nostro detto “a piccola corona”.
Il narciso ha 6 petali bianchi che vuol dire purezza di cuore, amicizia, solidarietà, fiducia. Il colore giallo richiama invece il sole.
La sua fama è legata al mito di Narciso il bellissimo giovane che si innamorò della propria immagine riflessa in una fonte fino a morirne e che si trasformò nel fiore che da lui prese il nome. E' anche un nome cristiano per il culto di s. Narciso martire nel Ponto nel IV secolo .

sabato 3 febbraio 2007

Il ciclamino




Qualunque sia la specie e la varietà prescelta il Ciclamino, è una pianta che fiorisce nel periodo invernale ininterrottamente fino a marzo-aprile .
Allevare un ciclamino non è facilissimo, ma soprattutto è difficile farlo rifiorire; infatti questa pianta può vivere e fiorire per 4-5 anni di seguito e ogni anno che passa produrrà fiori sempre più abbondanti.

Il segreto più importante del suo successo sta nella temperatura dell'ambiente in cui viene collocata. Principalmente durante la fase di crescita delle foglie e dei fiori, questa non dovrebbe superare i 15°C; sistematela quindi lontano dai termosifoni, in piena luce ma non colpita direttamente dai raggi solari . Nelle zone dove il clima invernale non è troppo rigido si può trasferire il Ciclamino all'aperto, al riparo dal gelo e dal vento, durante le ore notturne.

Altro accorgimento importante è quello di eliminare rapidamente e completamente le foglie ed i fiori appassiti, senza lasciare "mozziconi" che potrebbero marcire, contagiando altre parti della pianta, staccandoli proprio nel punto d'inserzione al tubero.

In tutto il periodo autunno-invernale (i primi boccioli compaiono in genere verso fine settembre - primi di ottobre) si innaffia il Ciclamino in maniera tale che il terriccio resti umido costantemente (non inzuppato). In primavera il Ciclamino termina la fioritura e rallenta l'attività vegetativa che cessa del tutto in estate, quando tutte le foglie sono secche, si rinnovano completamente e si conserva la pianta in un luogo fresco ed ombreggiato innaffiando di tanto in tanto solo vicino al bulbo.