domenica 11 marzo 2007

Arte floreale giapponese


L'Ikebana ,in Giappone, si è trasformato in una multiforme espressione artistica. In origine l'arte dei fiori era praticata solamente dai nobili e dai monaci buddisti, che rappresentavano le classi elevate e solo molto più tardi si diffuse in tutti i ceti diventando popolare .
Nelle composizioni dell'Ikebana rami e fiori sono disposti secondo un sistema ternario, quasi sempre a formare un triangolo. Il ramo più lungo, più importante, è considerato qualche cosa che si avvicina al cielo, il ramo più corto rappresenta la terra e il ramo intermedio l'uomo.
Così come queste tre forze si devono armonizzare per formare l'universo, anche i fiori e i rami si devono equilibrare nello spazio senza alcuno sforzo apparente.

Ikebana




Il nespolo


L’albero del nespolo, dal greco méspilon, fa parte della famiglia delle Rosacee ed è originario dell’Oriente. Si può trovare in tutte le zone temperate che non abbiano un terreno umido o calcareo.
La fioritura va da novembre a febbraio, con fiori che sono riuniti in pannocchie. I frutti sono pomi, con 1-5 semi riuniti al centro, in genere piccoli, rotondi, ellittici; resiste a temperature sotto lo zero ,ma preferisce l'ambiente meridionale a clima più temperato in inverno.

Nella tradizione contadina il frutto era considerato ricco di proprietà (in effetti è ricco di fibre, zuccheri, sali minerali, acidi organici e vitamina A). Ma non solo: i contadini se ne servivano anche per scandire il passare delle stagioni. Il nespolo era la prima pianta a fiorire, ma i suoi frutti erano gli ultimi a maturare. Una sua buona fioritura veniva inoltre considerata come premonitrice di un ricco e abbondante raccolto di stagione.

E' possibile riconoscere il nespolo da queste caratteristiche: altezza sui 3-5 metri, fusto che si espande per lo più in orizzontale con una ramificazione spinosa sparsa e qua e là.

Un tempo si portava sotto la finestra della propria amata decorazioni di ramoscelli e frutti: l’albero da cui prenderli veniva scelto in base al valore simbolico. Il nespolo,secondo la tradizione, era la pianta per la donna virtuosa.

sabato 10 marzo 2007

Ibisco


Il genere "Ibisco" comprende circa 300 specie di arbusti, alberi e piante erbacee perenni o annuali, alcuni sempreverdi, altri decidui.
Fra le più note sono: Hibiscus syriacus (Ibisco comune) usato per comporre siepi o come piccolo albero, con foglie caduche, ruvide al tatto, con margini dentati; i fiori sono grandi, campanulati, solitari, abbondanti per tutta l’estate, di vario colore (bianchi, rosei, rossi, violetti o variegati), e Hibiscus rosa-sinensis (Ibisco della Cina), specie perenne, largamente utilizzata come pianta fiorita da appartamento, con grandi foglie persistenti, intere, verde scuro, con margini dentati e fiori grandi, a corolla imbutiforme, color rosso carminio, dalla quale sporge il pistillo e gli stami pure rossi.
L’Ibisco comune vuole una posizione in pieno sole mentre l’Ibisco della Cina necessita di una posizione molto luminosa ma non il sole diretto.
Le annaffiature devono essere abbondanti nel periodo caldo, senza ristagni di acqua.

sabato 3 marzo 2007

Il mirto


Il mirto, detto comunemente mortella, è un elegante arbusto sempreverde, non spinoso e dal portamento compatto, che raggiunge facilmente i due metri d'altezza. Benché gli appartenenti alla sua famiglia siano migliaia il mirto è l'unico componente delle mirtacee ad essere presente in Europa, gli altri esemplari sono infatti diffusi in Australia e nelle regioni tropicali.

Le graziose foglie del mirto, coriacee e persistenti, sono di forma ovate o ovato-lanceolate e hanno margine intero; le loro dimensioni si aggirano attorno ai quattro centimetri di lunghezza e il loro verde è particolarmente brillante. Quando vengono schiacciate, o frantumate, le foglie di questo arbusto emettono una gradevole fragranza che rievoca il profumo dell'arancio ed è dovuta alla presenza del mirtenolo, un olio dotato di proprietà balsamiche.

I fiori bianco crema, dotati di vistosi stami dorati, sbocciano da giugno a settembre, sono solitari, molto leggeri d'aspetto, semplici di forma, deliziosamente profumati.

I frutti del mirto maturano in autunno, sono piccole bacche ovoidali di colore nero-violaceo e di consistenza carnosa che risultano gradite agli uccelli.
Il mirto prospera ove il clima è mite, sopporta bene la siccità ma teme il gelo; predilige un substrato sabbioso, ben sciolto e permeabile. Questo arbusto dall'aspetto decisamente decorativo può venire coltivato anche in vaso.
Il mirto ama il sole e desidera un'esposizione aperta e arieggiata. Dove le temperature invernali scendono al di sotto dello zero il mirto va messo a dimora in posizione riparata o va protetto nei mesi più freddi. I cespugli di mirto sopportano di venire potati in forme obbligate. I fiori si raccolgono in luglio-agosto, nel momento in cui sbocciano; le foglie durante tutto l'anno; le bacche in autunno.

giovedì 1 marzo 2007

I libri di Aldo Colombo


Aldo Colombo, laureato in scienze agrarie, ha lavorato a lungo nel settore della floricoltura. E' da molto tempo collaboratore di riviste specializzate e autore per De Vecchi di molte monografie.

Tra i suoi libri segnaliamo:

Il giardino delle erbe aromatiche

Il giardino mediterraneo

Coltivare gli agrumi ornamentali e da frutto


Il lettore appassionato di giardinaggio imparerà a conciliare il gusto personale con le esigenze delle piante, le caratteristiche dello spazio e le cure necessarie. Ai consigli di carattere generale segue una sezione dedicata alle schede descrittive delle piante indicate, tra cui non mancheranno le specie che possono creare piacevoli contrasti di colore e fioriture nell'arco dell'anno.


Per ulteriori informazioni si rimanda al sito:

La macchia mediterranea




Gli arbusti della macchia sono piante rigogliose e belle da osservare: a fine inverno iniziano a fiorire e durante la stagione autunnale si caricano di frutti dai colori vivaci.
Il corbezzolo (Arbutus unedo) per esempio e un arbusto bellissimo che in autunno presenta abbondanti fioriture in contrasto con la maturazione dei frutti (corbezzole) dell'anno precedente dal colore rosso-arancione grandi come ciliege. Può spingersi fino a 700-800 m. di altitudine ed è una specie coltivata perché ha grande valore ornamentale.
Altro cespuglio tipico della macchia è il lentisco (Pistacia lentiscus) pianta resistente alla siccità e molto frequente lungo le coste; è un arbusto che ha resistito agli incendi e al pascolo sostituendo così nel corso del tempo le antiche foreste di leccio e di sughera.
Presente in tutti i paesi del mediterraneo è il mirto (Myrtus communis), pianta aromatica già nota ai Greci e ai Romani; le foglie e i frutti trovano impiego in cucina e per la produzione dei liquori.
Altra pianta aromatica è l'alloro (Laurus nobilis) con cui i Greci incoronavano i poeti e gli atleti di gare sportive; e cespuglio molto ramificato, diffuso su tutte le coste del Tirreno e del basso Adriatico e da lungo tempo è coltivato per la formazione di siepi e per la sua utilità in fitoterapia.
Anche l'oleandro (Nerium oleander) è un cespuglio sempreverde, ha rami lunghi e fiori profumati di colore bianco o rosa, è spontaneo in Liguria e nelle isole e spesso si trova lungo i corsi d'acqua.
Altro componente della macchia mediterranea è il ginepro rosso (Juniperus oxicedrus) diffuso su litorali sabbiosi e rocciosi con chioma espansa spesso irregolare; una varietà di questo, il ginepro coccolone, presenta frutti più grossi.
Nella macchia bassa, su terreni rocciosi e sassosi, crescono poi numerose piante aromatiche della famiglia delle Labiate : rosmarino, timo, lavanda e salvia, alcuni cisti e diverse composite.